Birrificio Angelo Poretti

Venendo dalla Valganna non si può non notare lo stabilimento che capeggia alla basi del nostro borgo: Il Birrificio Angelo Poretti.

Il birrificio non è solo la storia di una realtà strettamente intrecciata nel tessuto economico-sociale della provincia di Varese, ma è anche la storia di una famiglia di sognatori, filantropi e benefattori.

Angelo Poretti nasce a Vedano Olona, nel 1829. Trasferitosi nell’Europa dell’Est, da manovale delle ferrovie riesce ad arricchirsi facendo carriere nel settore diventando uno degli appaltatori di alcune delle tratte. A Pilsen (Boemia) rimane affascinato dalle tecniche dei mastri birrai della zona, e con la moglie Franziska Peterzilka e il mastro Emanuel Anger, decide di tornare in Italia, in un luogo particolare, dove la purezza delle sue acque poteva permettergli di produrre qualcosa di inimitabile: la birra.

Decide quindi di rilevare un’area industriale dismessa (Amideria del Dones) e di costruire sul quel terreno di 25.000 metri quadri quello che oggi conosciamo come “Birrificio Angelo Poretti”. Il 26 Dicembre 1877 viene prodotta la prima birra ufficiale dello stabilimento, da lì la crescita.

Nel 1878 viene inaugurata la produzione in scala della birra stile Pilsener e aperta in piazza Beccaria a Varese la prima birreria ufficiale dello stabilimento. Si espande a Novara aprendo un nuovo stabilimento e nel 1881 approda a Milano all’Esposizione Nazionale e da lì il grande successo. Le cronache dell’epoca dichiarano che lo spazio dedicato al birrificio, elegante chalet in stile svizzero, venne assediato dai visitatori per assaggiare le diverse tipologie di birra prodotte. Le scorte vennero esaurite e ci piace pensare che Angelo Poretti tornò a casa con le casse vuote, ma tanto entusiasmo di fare e continuare nella sua avventura.

All’apice del successo nel 1901 viene a mancare e non avendo avuto figli il birrificio viene lasciato in mano ai nipoti Angelo e Tranquillo Magnani, Edoardo Chiesa e Francesco Bianchi, i quali sapientemente e scrupolosamente mettono in atto gli insegnamenti dello zio e rilanciano con successo e rinnovamento lo stabilimento.

Per stuzzicare la vostra fantasia, l’anno della sua morte coincide con il termine della costruzione dell’ingresso di un altro grande stabilimento di birra, il nome dell’opera è conosciuto come Elephant Gate, quattro mastodontici elefanti posti a guardia dell’ingresso. Si tratta della nota birra danese Carlsberg, che dopo un secolo e un decennio, nel 2015, acquisisce il Birrificio Angelo Poretti nel suo gruppo. L’analogia? Angelo Magnani commissionò ad Enrico Butti nel 1919 un Elefante, che alla sua morte venne deposto come mausoleo sopra la cripta di famiglia. Quella stessa cripta che ora veglia sul Birrificio dalle alture del nostro borgo.

L’Elefante di Bregazzana conta ora quattro nuovi componenti nel suo branco, ovvero gli Elefanti di Copenaghen.